Elezioni di settembre: “Vademecum” per candidati e comunicatori

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Dopo l’avvincente campagna elettorale in Calabria e in Emilia-Romagna si riaccende, in altre sei regioni, il clima elettorale. Pronti, partenza e via in Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania, Puglia e in diversi comuni d’Italia.  

Siamo pronti? Forse. Tra Amministrative, Regionali e Referendum stiamo perdendo tutti un po’ la testa. Gli staff di comunicazione e i candidati sono pronti? Beh… spero di sì, visto che il fatidico giorno si avvicina. Ma tranquilli, vi vengo incontro! Ecco per voi un piccolo vademecum per affrontare al meglio la campagna elettorale.

I Manifesti elettorali

I manifesti elettorali sono IMPORTANTISSIMI! Diffidate da coloro che sostengono che basti Facebook. I manifesti servono proprio a far capire agli elettori che la persona raffigurata è candidata alle elezioni (non dare per scontato che la gente lo sappia!). Servono, inoltre, a far associare il nome del candidato al viso.

I Social Network

I Social Network, nell’arco di pochissimo tempo, sono diventati cruciali per la comunicazione politica. La soluzione migliore è quella di puntare su Facebook e su Instagram:

  • dirette Facebook e Instagram agli eventi sul territorio;
  • foto di gruppo con elettori e con attivisti (la mascherina, eh! Mi raccomando!);
  • infografiche con i punti del programma (questo solo su Facebook);
  • video del candidato in cui spiega i punti del programma (questo solo su Facebook);
  • storie Instagram (tante, per raccontare la giornata del candidato);
  • Instagram come un “dietro le quinte”, ma senza esagerare.

Il Programma

Non si può cadere sul programma! Serve un programma solido con punti concreti ma soprattutto realizzabili. A livello comunicativo, però, è preferibile che il candidato si focalizzi su un massimo di 3 punti (quelli che ritiene più importanti), per poi battere su quelli agli eventi pubblici.

Prepararsi al peggio

In campagna elettorale gli imprevisti sono dietro l’angolo, e per evitare disastri è sempre bene PREPARSI AL PEGGIO! Quello che bisogna fare è sedersi al tavolo con un bel caffè amaro e fare due operazioni:

  • prevedere e ipotizzare ciò che potrebbe accadere in tutta la campagna elettorale;
  • tracciare tutti i punti deboli della vita professionale e privata del candidato.

E da qui si parte a costruire la “difesa” del candidato.

Chiamare un professionista

Con i tempi che corrono è preferibile lasciare ad altri l’improvvisazione. Frasi come “mio cugino è bravo” o “il mio amico fa queste cose gratis” sono il preludio a una rovinosa sconfitta. Affidatevi SEMPRE a esperti consulenti di comunicazione politica.

Autore: Gabriele Miceli

Laureato in Relazioni Internazionali. Master MASPI ed Eidos in Comunicazione Politica. Il mio sapere è sofistico ed enciclopedico…

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